Nevi e melanomi

Posted on Giu 24, 2013
Nevi_Melanomi_Centro_Smile
A cura del Dott. Rolando Codutti
Specialista in Dermatologia e Venereologia

 

Durante l’estate e l’esposizione al sole è bene prestare più attenzione ai nei; infatti chi ha molti nei ha una pelle delicata e pertanto è maggiormente esposto alle scottature solari. Da questo punto di vista il neo si comporta come una specie di segnale: ricorda alla persona che la sua pelle è molto sensibile e che quindi l’azione del sole potrebbe provocare scottature, comparsa di efelidi e di altre macchie. Perciò si suggerisce a tutti, ma in particolare alle persone con la pelle molto chiara, quando sono al sole, di non dimenticare mai una crema solare ad alta protezione e di indossare una maglietta e un cappello.

Ma è veramente cosi’ pericoloso esporsi alle radiazioni solari quando si hanno tanti nei?

I nevi sono proliferazioni benigne all’interno della cute, formati di aggregati di cellule (i melanociti) che contengono un pigmento nero, la melanina, la cui densità e distribuzione conferisce il colore.

I nevi possono essere localizzati in qualsiasi parte del corpo, sulla cute, sulle semimucose e mucose (labbra e cavo orale, genitali esterni, regione perianale), sulla congiuntiva (parte interna delle palpebre) e persino sulla sclera (parte bianca dell’occhio).

Alcuni sono presenti sin dalla nascita (10 – 15%), i più però, compaiono entro i primi anni di vita.

Il numero dei nevi dipende sia da fattori ereditari sia dalle esposizioni alle radiazioni solari. Ogni individuo ne ha in media 20 – 30, e fino ad un numero di circa 50 rientrano nella norma. Si presentano come macule della pelle, piane o a rilievo rispetto alla superficie cutanea, di forma rotonda o ovale, dai contorni netti, di colore omogeneo a volte sfumato nella periferia, generalmente variabile dal marrone chiaro al marrone scuro, talvolta tendente al nerastro e di diametro generalmente non superiore ai 6-7 mm.

I nevi di una stessa persona sono generalmente poco diversi gli uni dagli altri e questo rende più facile individuarne uno che presenti caratteristiche marcatamente differenti, al punto da spiccare tra gli altri e farsi notare, come fosse il “brutto anatroccolo”, o che insorga improvvisamente e che si comporti in modo sospetto con modificazioni rapide di uno o più dei parametri A – B – C – D – E – di seguito illustrati.

  • A – ASIMMETRIA: quando un nevo è asimmetrico o lo diviene, ovvero quando una metà non corrisponde all’altra.
  • B – BORDI: quando i bordi sono irregolari, frastagliati e tali da ricordare una carta geografica, mal delimitati.
  • C – COLORE: quando si nota una variazione del colore originario con la comparsa di sfumature nerastre, grigie, blu o rossastre (colore variegato), oppure quando il colore tende a regredire in una zona del nevo, come se venisse “consumato” o “eroso”..
  • D – DIMENSIONE: quando le dimensioni superano i 6 mm di diametro.
  • E – EVOLUTIVITA’: quando, nell’arco di poche settimane o mesi si verificano modificazioni nella forma, nel colore, nelle dimensioni del nevo, quando diviene rilevato e palpabile (cioè passandovi sopra il polpastrello si può apprezzare al tatto un rilievo rispetto alla superficie cutanea), oppure quando sanguina spontaneamente.

Va ricordato inoltre che i nevi sono solitamente del tutto asintomatici e cioè, in condizioni normali, non danno alcun segno della loro presenza. Per tale motivo è necessario porre molta attenzione ad un nevo che da una sensazione soggettiva della sua presenza, simile ad una tensione o un fastidio locale mal definibile, prurito o bruciore, che durino più di una settimana. Anche quest’ultima caratteristica può essere facilmente memorizzata classificandola con la lettera F: (FASTIDIO).

L’AUTOESAME DEI NEVI

L’autoesame dei nei non ha assolutamente lo scopo di consentire a chiunque di fare da soli la diagnosi dei propri nei, che deve essere sempre fatta dallo specialista in occasione di una visita dermatologica. Esso consiste in semplici gesti che aiutano a conoscere i propri nevi, il loro numero, la posizione, la forma, la grandezza ed il colore. L’autoesame, non ha lo scopo di farsi da soli la diagnosi, ma di tenere sotto controllo nel tempo i propri nevi dopo che lo specialista dermatologo li abbia osservati e valutati con l’esame dermatoscopico eseguendo eventualmente la mappa dei nei.

Controllarli periodicamente con la semplice ispezione visiva, consente a chiunque di osservare se si sono verificate modificazioni e di sottoporre all’attenzione del proprio dermatologo di fiducia uno o più nevi che destano sospetto o preoccupazione. La lotta al melanoma si può vincere solo con la prevenzione e con la diagnosi precoce. La sorveglianza dei propri nei e di quelli dei propri cari è già “prevenzione del melanoma”.

NEVI A RISCHIO

I nevi a rischio sono quelli che presentano aspetti atipici all’esame clinico o dermatoscopico e che pertanto vengono ritenuti sospetti. In particolare sono considerabili nevi “a rischio” quelli:

  • congeniti di “grandi” dimensioni (oltre 20 cm),
  • insorti da poco tempo e che tendono a crescere piuttosto rapidamente,
  • molto scuri,
  • modificati nel tempo ,
  • più grandi di 6 mm di diametro,
  • localizzati in zone del corpo soggette a frizione o sfregamento (con l’elastico degli indumenti intimi, le scarpe, i pantaloni, etc.) o a traumi ripetuti (rasoio, pettine).

I nevi “a rischio” non danno necessariamente origine al melanoma; sono nevi che però, vanno tenuti sotto osservazione.

E’ il dermatologo a decidere se è il caso o meno di effettuare un’asportazione chirurgica o effettuare una nuova visita di controllo a distanza di qualche mese. Il vero rischio, in realtà è dato dalla possibilità che la lesione sospetta non sia un nevo ma già un melanoma.

 

QUANDO UNA O PIU’ DELLE SOPRA CITATE CONDIZIONI SI VERIFICA, E’ INDISPENSABILE SOTTOPORRE LA LESIONE ALLA VALUTAZIONE DI UN DERMATOLOGO ESPERTO DERMATOSCOPISTA.